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   Vivere il territorio.

  Questa locuzione acquista un significato profondo accostata al concetto di turismo di comunità.

  Dalla parte del turista, gli si deve offrire la possibilità di scoprire il territorio in tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli più tradizionali e autentici, partecipando il più possibile alla vita reale della località.

  Dalla parte della popolazione acquisisce una doppia valenza:
- da un lato, questa deve essere messa in grado di conoscere in maniera approfondita tutto ciò che riguarda l'offerta turistica e le proposte accessorie in modo che possa rappresentare la principale promotrice di sé stessa;
- dall'altro deve rendersi responsabile della promozione territoriale arrivando ad essere compartecipe della stessa, dalla fase progettuale a quella esecutiva.

  Come in ogni film, in cui ognuno ha il proprio ruolo, è necessario un regista. E qui ci si apre a interpretazioni diverse delle quali fare una sintesi efficacie. 

IL FORMAT

  Il turismo di comunità, come appare evidente, non ha uno schema precostituito da seguire grazie al quale, dall'oggi al domani, una località diventa una destinazione turistica in cui la popolazione è partecipe al 100%, le attività fioriscono, tutti sono fratelli e si risolve la fame nel mondo.

  E' un concetto che però si sposa con un principio fondamentale: dare un deciso taglio sociale e inclusivo all'offerta turistica.

  Parlare di inclusione, non si deve leggere in un'accezione misericordiosa del far partecipare tutti comunque, bensì può tradursi, per non complicarsi le idee, nella locuzione "l'unione fa la forza".

  In questo senso le tradizioni, ciò che offre il territorio, una popolazione che si sente partecipe di un'idea di sviluppo e, nel suo complesso, un clima favorevole ad una sana e sostenibile promozione territoriale, diventano i punti di forza su cui fare leva nella costruzione dell'offerta turistica.

  Ecco alcuni esempi molto banali riguardo un'offerta "inclusiva":

- gli artigiani possono offrire dimostrazioni pratiche

- le scuole possono essere coinvolte per accogliere le gite scolastiche

- le signore possono organizzare corsi di cucina tradizionale.

Forrest Gump e i cioccolatini

Cosa c'è di nuovo?

   Dimostrazioni pratiche, le tradizioni presentate ai turisti... effettivamente non c'è nulla di nuovo... o forse non è così?

  Probabilmente ci sono tante cose nuove e quelle "banali" spesso non si fanno neanche:

 - in primis ci sono tutti quei passaggi e tutte le iniziative che servono a curare la sindrome della promozione a singhiozzo, partendo dalla programmazione delle attività con i relativi obiettivi da raggiungere

- poi c'è una campagna di informazione necessaria a capire chi e in che misura vuole essere coinvolto direttamente

 - e poi, oltre a numerosi altri passaggi, c'è la fase più propositiva e partecipativa: si aprono le porte alle idee provenienti dalla comunità, alla ricerca di spunti per un'offerta turistica originale e completa

   "La vita è una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita" diceva Forrest Gump.

Le migliori idee innovative possono arrivare quando meno te lo aspetti

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