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Il fattore umano, arma vincente? 

  Partendo da questa domanda pensando allo sviluppo del territorio, qualunque sia la risposta che si vuol dare, non si può prescindere dal fatto che in un determinato luogo vivono, lavorano e si relazionano persone.

  Questo significa che, volente o nolente, chi intende fare qualcosa per sviluppare un'area, più o meno vasta, deve tenere in considerazione la popolazione che la vive, organizzata in famiglie, associazioni, gruppi di interesse, ecc.

  Ma in che misura e in che modo la popolazione va tenuta in conto?

  La sfida è ragionare sul coinvolgimento attivo della comunità nel percorso di sviluppo turistico, soprattutto nelle realtà medio/piccole dove le condizioni sono maggiormente favorevoli ad un approccio del genere e dove le strade del turismo tradizionale di massa non sono percorribili nè tanto meno auspicabili.

  E' qui che il turista potrebbe addirittura trasformarsi in cittadino, in controtendenza con lo spopolamento.
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logo turismo di comunità

Vivere il territorio

  Chi si occupa di promozione territoriale ha riempito le sale, le brochure e le relazioni programmatiche di termini come narrare, narrazione e simili declinati anche all'intrattenimento dei turisti, spesso non pensando al concetto insito in quei termini: uno parla e l'altro ascolta, spesso sbadigliando.

  E come ogni moda (finalmente, per alcuni) la "narrazione del territorio" è stata affiancata dal "turismo esperienziale", un concetto senza dubbio più dinamico e interattivo.

  Ora è tempo di costruire e promuovere un

turismo di comunità,

  un concetto inclusivo, dove è la partecipazione attiva della popolazione ad essere posta al centro.

  Mettendo insieme i due concetti si può parlare di VIVERE IL TERRITORIO.   
  Ecco come: il format >>>

L'uomo appartiene alla terra
La terra non appartiene all'uomo

  Così diceva Toro Seduto, toro sedutocapo tribù dei Sioux che era anche definito "lento" perchè prima di agire era solito riflettere a lungo.

  E tra le sue riflessioni, la più nota fa capire quanto l'uomo non può essere al di sopra della natura, e per trarne i frutti migliori deve assecondarla.

  Ogni sioux aveva un ruolo nella comunità, gli anziani consigliavano il capo e raccontavano le storie del passato e i bambini partecipavano al raccolto.

  Oggi, 150 anni dopo, basterebbe chiudere gli occhi e provare a ragionare come Toro Seduto, avendo tutti gli strumenti moderni a disposizione per trarre dal territorio il meglio.

  Ma perchè una comunità deve sviluppare il turismo e non un altro settore?

  Perchè il turismo è l'unico settore il cui sviluppo fa crescere gli altri settori, favorisce il confronto con altre culture e dà il giusto valore alle bellezze naturali e paesaggistiche.
  Col turismo il territorio è protagonista.
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